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Ricavi cripto dimezzati – la banca rivede al ribasso gli obiettivi annuali
Swissquote, la banca digitale svizzera che si è distinta come una delle prime istituzioni finanziarie europee a offrire servizi in criptovalute, si trova ora in una posizione difficile. Quasi senza scampo. I ricavi derivanti dal trading di criptovalute sono crollati del 50% nel primo semestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non si tratta di una semplice flessione, ma di un vero e proprio cratere. Di conseguenza, la banca ha dovuto correggere drasticamente al ribasso le sue previsioni annuali per fatturato e utile.
Il resoconto semestrale provvisorio dipinge un quadro ancora più fosco: il volume di trading cripto ha toccato appena il 40% rispetto all’anno precedente. A risentirne di più sono soprattutto i clienti istituzionali, che tradizionalmente rappresentano una parte consistente del business. Le cause? Una combinazione di effetti postumi dell’ultimo hype cripto, persistenti incertezze normative e un clima di mercato generale alquanto depresso. Sembra quasi che il mercato abbia bisogno di una pausa – e Swissquote si trova proprio in mezzo.
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Il mondo bancario in fermento – perché Swissquote è stata colpita in modo particolare
Swissquote non è una semplice istituzione finanziaria. Negli ultimi anni, l’azienda si è guadagnata la reputazione di pioniere nel campo delle attività digitali. Attraverso partnership con grandi exchange come Kraken e Bitstamp e l’emissione di propri prodotti tokenizzati – come certificati su Bitcoin – la banca ha registrato una forte crescita dopo il 2021. In quel periodo, mentre l’hype intorno alle criptovalute raggiungeva il suo apice, Swissquote era una delle poche istituzioni consolidate a offrire ai clienti un accesso senza remore al nuovo mondo delle attività digitali.
Tuttavia, da allora sono passati molti acqua sotto i ponti. Il mercato si è calmato, molti investitori e istituzioni hanno ridotto il loro impegno. Ora che Swissquote dipende così tanto da questo settore, la banca si rende conto di quanto sottile sia il ghiaccio su cui sta pattinando. La revisione al ribasso delle prevision
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Crollo dei corsi azionari – gli investitori rispondono con una ondata di vendite
La reazione dei mercati è stata immediata e brutale. Non appena Swissquote ha comunicato le previsioni riviste al ribasso, il titolo ha perso oltre il 15% in poche ore. Non una semplice flessione, ma un crollo significativo che ha spinto l’azione della banca ai minimi degli ultimi due anni. Gli investitori che avevano cavalcato l’onda cripto stanno vendendo in preda al panico, temendo che la situazione possa peggiorare ulteriormente.
Un esperto del settore ha sintetizzato così la situazione: «La dipendenza dai servizi cripto rappresenta un rischio enorme per Swissquote. Se il mercato non si stabilizzerà presto, la banca potrebbe essere costretta a prendere misure drastiche – o addirittura a ripensare radicalmente il suo modello di business». Una dichiarazione che non va presa alla leggera.
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Prospettive: Swissquote può superare la crisi?
Nonostante lo scenario cupo, c’è qualche spiraglio di luce. Swissquote sottolinea che il core business dei servizi bancari tradizionali continua a funzionare in modo stabile. Inoltre, l’azienda ha già avviato le prime misure per ridurre i costi e diminuire la dipendenza dalle criptovalute. Un possibile segnale positivo potrebbe arrivare dall’approvazione degli ETF su Bitcoin negli Stati Uniti – un passo che aprirebbe nuove opportunità di investimento e potrebbe ravvivare il mercato.
Se il mercato cripto dovesse riprendersi entro la fine dell’anno, Swissquote potrebbe addirittura rivedere al rialzo le sue previsioni. Tuttavia, rimane una grande incognita: per quanto tempo ancora gli investitori e la stessa banca potranno reggere questa incertezza?
Per gli investitori, Swissquote rimane quindi un titolo altamente speculativo – un investimento ad alto rischio, ma con la possibilità di rendimenti elevati nel caso in cui l’inverno cripto volesse finire presto. Chi decidesse di entrare ora, dovrebbe essere pronto a mettere in conto non poca tensione. I prossimi report trimestrali mostreranno se Swissquote riuscirà a bilanciarsi – o se dovranno seguire ulteriori correzioni dei corsi. Io, intanto, tengo le dita incrociate nella speranza che la banca riesca a trovare una via d’uscita dalla dipendenza dalle criptovalute. Perché una cosa è chiara: il mondo finanziario ha bisogno di attori coraggiosi – ma magari non a qualsiasi costo.
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