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Trump smentisce le voci su un Crypto-Token: Fake News o disinformazione mirata?

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Trump smentisce le voci su un Crypto-Token: Fake News o disinformazione mirata?
Eric Trump, figlio dell’ex presidente statunitense Donald Trump, ha spazzato via con un'unica frase chiara le voci che circolavano riguardo a un presunto progetto di emissione di criptovaluta del padre: «Che assurdità!». Suona come una negazione categorica? Lo è. Ma dietro le speculazioni su un possibile progetto “TrumpCoin” c’è molto più di una semplice battuta di pessimo gusto: è una lezione su come, nel mondo delle criptovalute, hype e truffe si mescolino con straordinaria velocità.
Come un account anonimo ha diffuso le voci
Tutto è partito da un tweet di un account anonimo chiamato TrumpCoinSupporter. L’utente affermava che un nuovo token, il TrumpCoin, stesse per essere lanciato, corredato da un presunto whitepaper approvato dalla Trump Foundation. A prima vista potrebbe sembrare un progetto serio? Niente affatto. Le caratteristiche promesse – un token deflazionistico con programmi di buy-back e presunte partnership con immobili di Trump – puzzavano fin dall’inizio di vuoto marketing.
In poche ore, la discussione è esplosa nei gruppi Telegram di criptovalute. Alcuni utenti arrivavano a vantare di avere un “early access” al progetto. Poi è arrivata la smentita, direttamente da Eric Trump. Su Twitter ha scritto: «Queste voci sono assolutamente ridicole. Mio padre non ha nulla a che fare con le criptovalute e non ne lancerà mai una. Chi lo sostiene dovrebbe vergognarsi». Eppure, come spesso accade nella scena crypto, un chiaro “no” non basta a zittire i speculatori. Un utente ha addirittura ipotizzato che Eric Trump stesse nascondendo la verità perché un lancio di token sarebbe «troppo rischioso» – dopotutto, la SEC potrebbe intervenire.
Chi trae profitto dalla disinformazione?
Gli esperti di truffe nel mondo crypto ritengono che qui siano in atto classiche tattiche pump-and-dump: diffondere false speranze per attirare investitori in un token che non esiste ancora. Una volta che abbastanza investitori ingenui sono entrati, i promotori vendono le loro (inesistenti) quote e lasciano crollare il valore. Che questi metodi non siano una rarità lo dimostrano casi come ElonGate o il Squid Game Token, che in breve tempo hanno raccolto milioni di dollari per poi svanire nel nulla.
Ma chi c’è davvero dietro l’hype del TrumpCoin? L’account Twitter anonimo è stato cancellato, il presunto whitepaper si è rivelato una truffa grossolana. Alcuni giornal

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isti specializzati in crypto sospettano motivazioni politiche – forse un attacco mirato alla famiglia Trump da parte di oppositori politici o semplici truffatori alla ricerca di un guadagno rapido.
Donald Trump e le criptovalute: una relazione contraddittoria
Curiosamente, Donald Trump stesso ha sempre avuto un rapporto ambivalente con le criptovalute. Nel 2019 le definiva una «truffa» e metteva in guardia i suoi sostenitori. Tuttavia, da quando ha lasciato la Casa Bianca, il suo atteggiamento sembra essere cambiato. Nel 2021 ha accettato per la prima volta donazioni in criptovalute per le sue campagne, e suo figlio Eric si è espresso positivamente sulla tecnologia blockchain. Anche la sua azienda mostra un’apertura crescente: il Trump Hotel a Mar-a-Lago accetta ormai pagamenti in Bitcoin.
Un token di Trump sarebbe comunque un evento senza precedenti. Mentre celebrità come Snoop Dogg o Logan Paul hanno già lanciato i loro progetti crypto, un TrumpCoin sarebbe un’iniziativa particolarmente polarizzante. I critici lo liquiderebbero come una semplice bolla speculativa, mentre i suoi sostenitori lo acclamerebbero come un’innovazione rivoluzionaria. Una cosa però è certa: un simile progetto attirerebbe senza dubbio molta attenzione mediatica – che sia positiva o negativa.
Morale della favola: occhio nella scelta dei token
La vicenda del TrumpCoin è un esempio perfetto di come, nel mondo delle criptovalute, le fake news si diffondano rapidamente. Non ogni hype è automaticamente una truffa – ma nella maggior parte dei casi, vale davvero la pena di guardare più attentamente. La netta presa di posizione di Eric Trump dovrebbe servire come avvertimento a ogni investitore: prima di acquistare un nuovo token, chiedetevi se dietro ci sia davvero un progetto serio.
La scena crypto pullula di opportunisti che diffondono voci mirate per trarre in inganno gli investitori incauti. Chi non sta attento rischia non solo di perdere denaro, ma di finire coinvolto in una campagna di disinformazione studiata a tavolino. Il mio consiglio? Non date retta a account anonimi su Twitter, ma informatevi da fonti affidabili. E ricordate: se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, quasi sempre lo è.
Quindi, cari lettori, restate vigili – e non fatevi accecare da ogni hype. Perché alla fine non si tratta di Trump, non si tratta di crypto… ma dei vostri sudati risparmi.

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