Cosa prevede esattamente Lido?
Il programma avrà una durata di sei mesi e mirerà a riacquistare complessivamente 10 milioni di token LDO, che verranno poi eliminati dalla circolazione. L’obiettivo è ridurre l’offerta e, potenzialmente, spingere al rialzo il prezzo. I fondi necessari proverranno direttamente dalla tesoreria di Lido, ossia dai ricavi generati dalle commissioni di staking degli utenti. Un’idea intelligente, secondo la Lido DAO: «Il nostro focus è aumentare il valore per i possessori dei nostri token, garantendo al contempo la stabilità a lungo termine del protocollo». Un punto cruciale: i token bruciati non potranno più essere utilizzati per le votazioni, rafforzando così i diritti di governance dei restanti holder di LDO.
Il collo di bottiglia: i ricavi da staking sono troppo bassi
Ma qui sta il problema: per attuare il programma di buyback serve una cosa fondamentale – abbastanza denaro proveniente dai ricavi giornalieri del protocollo (Daily Staking Revenues, DSR). E attualmente questi ammontano a meno di 100.000 dollari al giorno. Una cifra irrisoria, secondo gli standard dell’ecosistema. Per Lido, questo rappresenta un vero e proprio ostacolo. «La tesoreria è ben fornita, ma senza un aumento dei ricavi da staking, il programma di riacquisto avrà effetti concreti solo molto più tardi», spiega Laura Meier di StakingRewards. Attualmente, la maggior parte delle risorse viene destinata allo sviluppo di nuove funzionalità e all’espansione dell’ecosistema – solo una piccola parte rimane per il buyback.
NEST: il parente povero dimenticato?
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Apri conto Bybit →, un token che nel ecosistema Lido avrebbe dovuto ricoprire un ruolo chiave. NEST viene utilizzato per le funzioni di governance e per i premi – ma finora non sta brillando. Nonostante Lido parli da tempo di una sua maggiore integrazione, NEST resta ancora in secondo piano. «NEST rimane in standby finché non vedremo use case più chiari e una domanda più solida», si legge in un documento interno. Molti investitori sono frustrati: proprio perché NEST potrebbe contribuire alla decentralizzazione del protocollo, il suo attuale stato di abbandono sembra uno spreco di potenziale.
Qual è la reazione del mercato?
L’annuncio del programma di buyback ha naturalmente scosso il mercato. Alcuni analisti lo definiscono «audace e necessario», altri mettono in guardia contro aspettative troppo elevate. «Lido è uno dei protocolli più promettenti nel settore del Liquid Staking, ma i dati attuali mostrano che c’è ancora margine di miglioramento», dichiara Thomas Bauer, investitore in criptovalute. Il punto critico: la domanda di staking è stagnante. Nonostante Ethereum e altri asset continuino a essere molto richiesti, Lido non sembra crescere allo stesso ritmo. «Se presto non entreranno nuovi grandi attori, la sostenibilità a lungo termine del programma di buyback potrebbe essere a rischio», avverte Bauer.
Conclusione: un passo nella giusta direzione – ma con ostacoli
Il programma di buyback di Lido è sicuramente un segnale positivo per tutti i sostenitori del progetto. Tuttavia, come spesso accade nel mondo delle criptovalute, molto dipende da fattori esterni. I ricavi da staking devono aumentare, e NEST ha bisogno di use case definiti per esprimere il suo pieno potenziale. Se Lido ci riuscirà, il programma non solo potrebbe stabilizzare il prezzo di LDO, ma anche rafforzare la fiducia nell’intero ecosistema. Se invece tutto rimane invariato, gli effetti sperati potrebbero arrivare molto più tardi – o addirittura non arrivare affatto.
Per gli investitori, questo significa: occhi aperti e pazienza. Dopotutto, le criptovalute restano un mercato volatile – e Lido non fa eccezione. Ma in fondo, almeno qualcosa si muove! E a volte, proprio questo fa la differenza tra successo e stagnazione.
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