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Un appello urgente all'élite dell'IA
L’iniziativa è coordinata dall’organizzazione no-profit OpenSense, specializzata nel colmare le lacune di sicurezza nel settore crypto. «I modelli di IA possono rilevare attività sospette in tempo reale e prevedere possibili attacchi prima che causino danni», spiega un portavoce di OpenSense. Tuttavia, finora questi sistemi all’avanguardia sono stati accessibili quasi esclusivamente a grandi corporation tecnologiche o istituzioni statali. Per le aziende crypto, costantemente nel mirino degli hacker, l’accesso era quasi impossibile.
Tra i firmatari ci sono non solo giganti del settore come Coinbase, Ledger e Bitfury, ma anche startup più piccole. Tutte avvertono la crescente pressione: gli attacchi a exchange di criptovalute e portafogli digitali diventano sempre più frequenti e sofisticati. Secondo Chainalysis, un’azienda di analisi blockchain, solo lo scorso anno sono stati rubati oltre 2,5 miliardi di dollari dagli hacker.
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Perché l’IA potrebbe essere la chiave della sicurezza
I moderni sistemi di IA, soprattutto quelli basati sul machine learning, possono analizzare transazioni sospette o attività di rete anomale in tempo record. Riconoscono pattern che spesso sfuggono ai controlli umani. Senza accesso a queste tecnologie, molte aziende crypto devono affidarsi a meccanismi di difesa obsoleti – e questo sta diventando un problema sempre
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I laboratori di IA, tra cui Mistral AI, Hugging Face e i reparti di ricerca di Meta e Google, si trovano ora di fronte a una scelta difficile. Da un lato, potrebbero migliorare la sicurezza nel mondo crypto condividendo in anticipo i loro modelli. Dall’altro, sorgono legittime preoccupazioni: e se gli stessi strumenti venissero sfruttati dagli hacker per sviluppare attacchi ancora più sofisticati?
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Privacy ed etica: un dilemma complesso
Un altro punto critico riguarda il controllo sull’accesso a questi modelli. Gli organizzatori della petizione sottolineano che l’utilizzo dovrebbe essere strettamente regolamentato per prevenire abusi. «Non si tratta di rendere l’IA completamente accessibile, ma di impiegarla in modo mirato e responsabile», afferma uno dei responsabili.
La risposta dei laboratori di IA è finora divisa. Alcuni si dicono disponibili a collaborare, ma solo a condizioni rigorose. Altri sottolineano di avere già partnership con enti statali, che avrebbero priorità rispetto alla collaborazione con aziende private.
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Una corsa contro il tempo
Il settore crypto sente il fiato degli hacker sul collo. Mentre gli attacchi ai beni digitali diventano sempre più elaborati, molte aziende faticano a reperire le risorse necessarie per proteggersi adeguatamente. «Se non agiamo ora, tra qualche anno potremmo trovarci di fronte a un problema di sicurezza ancora più grande», avverte un esperto di sicurezza della piattaforma Kraken.
La petizione ai laboratori di IA potrebbe rappresentare un primo passo nella direzione giusta. Ma se questa collaborazione si concretizzerà resta ancora da vedere. Una cosa, però, è chiara: il futuro della sicurezza crypto potrebbe presto intrecciarsi strettamente con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. E la domanda sorge spontanea: sarà abbastanza presto?
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