Matt Hougan, CIO di Bitwise, arriva addirittura a sostenere che questa pratica potrebbe raddoppiare le valutazioni dei progetti cripto nei prossimi 12-24 mesi. Voglio dire, sarebbe una vera e propria rivoluzione, no? Invece di basarsi solo su speculazione e hype, i token avrebbero finalmente un’utilità concreta, simile a un’azione che genera reddito regolare.
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Dividendi per i possessori di token?
Finora il valore dei token cripto si è basato su una miscela di speranza in un futuro utilizzo, effetti di rete e pura speculazione. Tuttavia, ora si nota come progetti come Fantom, Cosmos e Polygon stiano iniziando a distribuire parte delle loro commissioni di transazione ai detentori di token. Questo è già un segnale forte. Perché qualcuno dovrebbe detenere un token se può partecipare direttamente ai ricavi della rete?
Hougan sostiene che i token che condividono i ricavi offrono diversi vantaggi:
1. Valore stabile: Se i token generano ricavi regolari, hanno un valore intrinseco non solo quello che il mercato è disposto a pagare in un dato momento.
2. Gli investitori istituzionali ne vanno pazzi: Fondi e grandi investitori preferiscon
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3. Minore volatilità: Se i possessori di token ricevono denaro direttamente, diminuisce la pressione di vendere tutto in tempi di crisi.
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Non sottovalutiamo i rischi
Naturalmente, ci sono anche delle sfide. Non tutti i protocolli possono distribuire commissioni ai possessori di token senza compromettere il proprio funzionamento. Poi ci sono gli ostacoli normativi: in molti paesi non è ancora chiaro come queste distribuzioni vengano tassate. Inoltre, la concorrenza sarà agguerrita: chi salirà su questo treno per primo avrà un vantaggio enorme.
Ma onestamente: se questa tendenza dovesse davvero prendere piede, potrebbe avvicinare l’intero settore cripto ai mercati finanziari classici. I token non sarebbero più solo scommesse speculative, ma veri e propri asset con flussi di cassa. Sarebbe un’enorme passo avanti.
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Cosa significa per gli investitori?
Per chi ha già investito in cripto o sta pensando di farlo, ora è il momento di prestare particolare attenzione. Quali progetti stanno già distribuendo ricavi? Quanto è sostenibile questo modello? Chi riuscirà a identificare per tempo le reti che primeggeranno in questo campo potrebbe trarre vantaggio non solo dall’aumento dei prezzi, ma anche da redditi stabili.
Una cosa è certa: l’era dei “token che condividono i ricavi” è appena iniziata. E se Hougan ha ragione, questo potrebbe cambiare in modo duraturo le valutazioni dell’intero settore. Sono curioso di vedere come si svilupperà la situazione… e tu?