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L'Irlanda rafforza i controlli contro il riciclaggio: regole più severe per i wallet crypto e le società internazionali

Team Coinnachrichten··📖 4 min di lettura·Controlli antiriciclaggioIrlandaPortafogli crittograficiSocietà internazionaliSettore criptovaluteControlli potenziatiIstituti finanziariPiattaforme di scambio criptovalute
L'Irlanda rafforza i controlli contro il riciclaggio: regole più severe per i wallet crypto e le società internazionali
L’Irlanda ha presentato oggi la sua prima strategia globale per combattere il riciclaggio nel settore delle criptovalute – e lo fa con un intento ben preciso. Le nuove misure sono un chiaro messaggio: il governo non intende assistere inermi allo sfruttamento delle valute digitali per flussi finanziari illegali. In particolare, l’attenzione si concentra sui wallet crypto privati e sulle transazioni con società estere del settore. Ma cosa significa tutto questo? E perché l’annuncio suscita non solo approvazione, ma anche critiche?
Il governo irlandese, sotto la guida del ministro delle Finanze Michael McGrath e della banca centrale, ha elaborato un pacchetto di norme che verrà attuato gradualmente a partire da ora. Un punto chiave: l’introduzione dei cosiddetti "Enhanced Checks". Se da un lato può sembrare un termine tecnico, in realtà rappresenta una vera e propria stretta. Finora, i wallet crypto privati erano spesso un punto cieco – difficile tracciare chi vi si nasconde dietro. Ora, invece, istituti finanziari e exchange devono verificare ad ogni transazione se il wallet sia associato a un utente noto o a un indirizzo sospetto. Logico, no? L’obiettivo è chiaro: evitare che l’Irlanda diventi un hub per riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
Ma ecco il problema: banche e fornitori di servizi di pagamento dovranno dimostrare, per ogni prelievo in criptovalute, che l’indirizzo del destinatario appartenga a un operatore regolamentato. Per gli utenti che gestiscono autonomamente i propri asset, questo potrebbe rappresentare un ostacolo. Conor O’Driscoll, amministratore delegato dell’associazione irlandese delle blockchain, sintetizza così la situazione: «I wallet privati sono un elemento fondamentale delle criptovalute – considerarli automaticamente sospetti mina il principio stesso di decentralizzazione». Egli teme che le nuove norme penalizzino soprattutto le startup e le piccole imprese, già oberate da costi di compliance.
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Società internazionali nel mirino – e critiche dal settore
Un altro aspetto centrale della strategia riguarda le transazioni con società estere di criptovalute. Finora, i controlli di due diligence erano spesso lacunosi – terreno fertile per i riciclatori che utilizzavano società offshore per lavare denaro sporco. Ora questo non sarà più possibile. Da oggi, le aziende irlandesi dovranno dimostrare, per ogni rapporto com

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merciale con una società estera del settore, che questa rispetti gli stessi standard antiriciclaggio delle controparti irlandesi.
Cécile Sourbes, direttrice dell’autorità di vigilanza finanziaria della banca centrale irlandese, chiarisce: «Non tollereremo rapporti con società che operano in paesi inseriti nelle liste grigie o nere della FATF». Paesi come le Bahamas o Malta, che in passato sono stati segnalati per carenze nei controlli AML, potrebbero ora essere evitati dalle aziende irlandesi. Severo? Sì. Ma il governo irlandese lo considera un passo necessario per mantenere la pulizia del proprio sistema finanziario.
Tuttavia, non tutti sono entusiasti. Il settore delle criptovalute mette in guardia contro una regolamentazione eccessiva, che potrebbe soffocare l’innovazione e spingere le aziende all’estero. «Queste misure sono ben intenzionate, ma colpiscono soprattutto chi non dovrebbe», afferma O’Driscoll. Particolarmente criticata è la possibilità che le nuove regole colpiscano anche gli utenti che gestiscono in autonomia i propri asset. Inoltre, gli esperti di privacy esprimono preoccupazione: i controlli dettagliati potrebbero portare a una sorveglianza massiccia degli utenti delle criptovalute, in netta contraddizione con il principio di privacy finanziaria.
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L’Irlanda può diventare un modello per l’Europa?
Nonostante le critiche, il governo irlandese sembra determinato. A partire dal prossimo anno, verranno introdotti i primi controlli, e entro il 2025 l’intero pacchetto di norme dovrebbe essere operativo. L’Irlanda potrebbe così diventare un punto di riferimento nell’UE, dove la regolamentazione delle criptovalute è ancora un mosaico disomogeneo.
La Commissione europea sta lavorando a una propria regolamentazione (MiCA), che entrerà in vigore probabilmente solo nel 2024. Fino ad allora, l’Irlanda avrà l’opportunità di diventare un esempio per gli altri paesi dell’UE, spingendoli ad adottare misure simili.
Il ministro delle Finanze McGrath rimane ottimista: «Speriamo che le nostre misure servano da modello agli altri paesi europei. Il riciclaggio non deve avere spazio – né in Irlanda né altrove». Solo il tempo dirà se le nuove regole avranno l’effetto sperato o, al contrario, ostacoleranno l’innovazione. Una cosa è certa: da oggi, la gestione delle criptovalute in Irlanda sarà decisamente più rigorosa – e non tutti ne saranno contenti.

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