Un segnale d’allarme: perché l’HMRC agisce con fermezza ora
Secondo un recente rapporto dell’HMRC, il numero di tali avvisi è aumentato del 280% rispetto all’anno precedente. Nel 2024, erano state solo 450 le comunicazioni inviate nell’arco di un anno, mentre ora, in soli sei mesi, se ne contano già oltre 1.200. Non si tratta di un caso, ma di un’azione mirata. L’ente utilizza strumenti avanzati di analisi dei dati per individuare casi sospetti, non solo in presenza di guadagni elevati, ma anche in caso di transazioni frequenti o pattern insoliti che potrebbero indicare redditi non dichiarati.
Particolarmente nel mirino sono gli investitori che operano tramite piattaforme estere o utilizzano più wallet per occultare i profitti. L’HMRC è chiara: non si tratta di controlli spot, ma di verifiche sistematiche. «Agiremo con la massima fermezza», sottolinea un portavoce dell’agenzia.
Cosa devono sapere gli investitori in criptovalute
Nel Regno Unito, i guadagni derivanti da criptovalute come Bitcoin o Ethereum sono tassabili, indipendentemente dal fatto che vengano venduti, convertiti in altre attività o utilizzati come mezzo di pagamento. L’HMRC distingue due principali categorie:
1. Capital Gains Tax (CGT): si applica quando si vende criptovaluta con un profitto. La franchigia è di 3.000 sterline annue (dati 2025).
2. Income Tax: riguarda i reddit
Fai trading crypto su Bybit – commissioni basse
Global, secure and regulated platform.
Apri conto Bybit →i derivanti da mining, staking o quando si ricevono criptovalute come stipendio o pagamento. In questo caso, si applicano le aliquote dell’imposta sul reddito ordinaria.
Molti investitori sono incerti su quando e come dichiarare i propri guadagni. L’HMRC cerca di porre rimedio con campagne di sensibilizzazione e avvisi diretti. «Vogliamo aiutare a evitare errori che potrebbero costare caro», afferma un funzionario dell’agenzia.
Cosa succede se non si dichiarano i guadagni?
Chi omette di dichiarare i profitti in criptovalute rischia non solo sanzioni con interessi, ma anche multe salate. L’HMRC può applicare sanzioni fino al 100% dell’importo evaso, e in caso di recidiva, anche di più. Un aspetto subdolo: molte piattaforme estere di criptovalute non trasmettono automaticamente dati alle autorità britanniche. L’HMRC fa quindi affidamento sulla collaborazione internazionale, anche con l’OCSE, e ha istituito squadre specializzate dedicate esclusivamente all’evasione fiscale nel settore crypto.
Un esperto fiscale sintetizza così: «I tempi in cui si potevano accumulare plusvalenze in criptovalute senza dichiararle sono finiti».
Il futuro: la caccia globale alle plusvalenze non tassate
Quello che sta accadendo nel Regno Unito fa parte di un trend globale. Paesi come Stati Uniti, Germania e Paesi Bassi stanno aumentando i controlli. L’HMRC prevede di espandere ulteriormente l’analisi dei dati e di intensificare le verifiche.
Per gli investitori, questo significa: ora è il momento giusto per informarsi sulle obbligazioni fiscali. Gli esperti consigliano di documentare attentamente tutte le transazioni e, in caso di dubbi, di rivolgersi tempestivamente a un professionista. «Chi agisce ora può evitare sanzioni e pagamenti aggiuntivi», afferma un commercialista.
L’HMRC ha fatto sapere che nei prossimi mesi intensificherà ulteriormente gli sforzi. Chi non si adegua ora, rischia di pagarne le conseguenze in futuro. Il tempo della negligenza è definitivamente finito.
📰 Continua a leggere
→ La rivoluzione della blockchain nell'aviazione: FlyEdge avvia il test pubblico per le miglia da viaggiatore frequente to→ Investitori in criptovalute: speranza estrema nonostante i rischi – uno studio della Fed rivela comportamenti unici degl→ L'IA permea la letteratura religiosa: quasi due terzi dei libri su Amazon probabilmente generati dall’IA