La fetta maggiore – e questo potrebbe sorprendere molti – è andata agli ETF su Bitcoin: ben 816 milioni di dollari. Ethereum, invece, ha dovuto accontentarsi di “soli” 9 milioni. I dati provengono da CoinShares, e secondo James Butterfill, responsabile della ricerca della società, non è un caso: «Gli investitori istituzionali stanno riconoscendo sempre di più Bitcoin ed Ethereum come asset class a tutti gli effetti». Non c’è da stupirsi, considerando che gli ETF non sono solo regolamentati, ma possono essere negoziati su borse tradizionali, senza il rischio di perdersi nella complessità della gestione dei wallet.
Ma perché proprio ora? Oltre alla naturale curiosità dei grandi investitori, potrebbe esserci anche una spinta politica. La SEC statunitense ha recentemente approvato diversi spot Bitcoin ETF, dopo anni di tira e molla. «È un vero e proprio gamechanger», afferma Butterfill. Finalmente le criptovalute sembrano scrollarsi di dosso l’etichetta di denaro “spazzatura”. Bitcoin viene sempre più spesso definito «
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Apri conto Bybit →oro digitale», mentre Ethereum come «computer mondiale» – due definizioni che sembrano convincere non poco gli investitori istituzionali.
A ciò si aggiunge anche il contesto macroeconomico: con l’inflazione in calo e la prospettiva di un taglio dei tassi, si cercano asset alternativi meno esposti ai crolli di mercato. E quale scelta migliore di un asset che può precipitare a zero o decollare senza limiti?
Tuttavia, non tutti sono entusiasti. Alcuni, come il deputato tedesco CDU Thomas Jarzombek, mettono in guardia da una possibile bolla: «Un afflusso improvviso di capitali verso gli ETF potrebbe avere effetti controproducenti». Il suo consiglio? Approcciare con cautela e non mettere tutte le uova in un solo paniere.
Eppure, la tendenza è chiara: i grandi player stanno tornando, e Bitcoin è il principale beneficiario – semplicemente perché è il più noto e liquido nel panorama crypto. Ethereum arranca ancora, ma forse questa dinamica cambierà con l’aumento di casi d’uso e l’adozione da parte di nuove istituzioni.
Per gli investitori retail, ciò significa che oggi gli ETF rappresentano un modo relativamente sicuro (e soprattutto semplice) per entrare nel mondo delle criptovalute. Ma attenzione: la volatilità resta. Gli esperti consigliano di investire solo ciò che si può permettere di perdere.
In conclusione, il mercato crypto sta lentamente acquisendo una fisionomia più matura. Resisterà questa tendenza? I prossimi mesi lo diranno. Ma una cosa è certa: il ritorno degli investitori istituzionali è un segnale positivo – e un po’ più di accettazione mainstream non può che fare bene.
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