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Come è successo
Dartmouth non è certo nota per una politica finanziaria prudente, e negli ultimi anni i responsabili hanno dato gas agli investimenti in criptovalute. In particolare, gli ETF basati sullo staking hanno attirato la loro attenzione: questi strumenti promettono un reddito passivo mantenendo le criptovalute e validando le transazioni sulla blockchain. Ad esempio, il Bitwise Solana Staking ETF beneficiava dell’immagine di Solana come blockchain veloce ed economica. Il Grayscale Ethereum Staking ETF puntava invece sull’etere, mentre il BlackRock iShares Bitcoin ETF è stato uno dei primi fondi Bitcoin regolamentati.
Tuttavia, l’entusiasmo è svanito. Dopo il boom delle criptovalute all’inizio del 2024, Bitcoin, Ethereum e Solana hanno subito un significativo calo di valore. Poiché gli ETF di Dartmouth sono strettamente legati a queste blockchain, sono stati particolarmente colpiti. L’ETF Bitcoin di BlackRock si è dimostrato il più stabile, ma Solana ed Ether hanno dovuto affrontare problemi specifici.
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Perché il mercato non collabora in questo momento
Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, la Federal Reserve statunitense ha alzato i tassi di interesse, rendendo gli investimenti rischiosi come le criptovalute meno appetibili. In secondo luogo, la regolamentazione rimane un caos: chi vorr
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Apri conto Bybit →ebbe investire in asset quando non si sa cosa sarà permesso o vietato domani? Infine, ci sono problemi tecnici. Solana ha sofferto in passato di interruzioni di rete, e la transizione di Ethereum verso il Proof-of-Stake, pur avendo vantaggi a lungo termine, ha causato inizialmente incertezze.
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Cosa farà ora Dartmouth?
L’università dovrà riflettere attentamente su come gestire la situazione. Forse i responsabili finanziari hanno già iniziato a ridurre o riallocare le loro posizioni in criptovalute – una strategia comune per fondazioni quando il mercato diventa imprevedibile. Resta da vedere se Dartmouth manterrà la rotta sulle criptovalute o tornerà a concentrarsi su investimenti tradizionali.
E Dartmouth non è sola. Altre grandi istituzioni, come Harvard, hanno già ridotto i loro investimenti in criptovalute. Il mercato rimane semplicemente troppo volatile, e non tutti sono convinti che possa essere abbastanza stabile a lungo termine.
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Cosa ci aspetta?
Ci sono due scenari possibili: o il mercato delle criptovalute si riprende nei prossimi mesi e Dartmouth recupera rapidamente le perdite, oppure la fase di consolidamento continua e l’università potrebbe essere costretta ad abbandonare le criptovalute o ridurne drasticamente l’esposizione.
La domanda chiave rimane: le criptovalute possono davvero diventare una colonna portante dei portafogli delle fondazioni? Alcuni giurano sulle opportunità di rendimento e sull’innovazione tecnologica, altri mettono in guardia contro la volatilità estrema e i rischi normativi. La decisione di Dartmouth avrà quindi implicazioni sia finanziarie che strategiche.
Una cosa è certa: il calo attuale dimostra ancora una volta quanto rapidamente possano cambiare le sorti nel mondo delle criptovalute. I prossimi mesi saranno interessanti, e Dartmouth dovrà monitorare attentamente la situazione per capire dove sta andando il mercato.
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