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L’inflazione non molla la presa – e questo è un problema
A prima vista, i dati di luglio sembrano rassicuranti: l’inflazione complessiva è scesa dal 3,3% al 3,2%, mentre l’inflazione core (esclusi energia e alimenti) si è attestata poco sotto. Tuttavia, analizzando più a fondo, emergono alcune aree critiche che faticano a cedere:
- Affitti e servizi continuano a crescere: Il costo della vita rimane un problema enorme. Gli affitti immobiliari hanno registrato un aumento dello 0,4% su base mensile, segno che la situazione abitativa non si è allentata per molte famiglie, nonostante i prezzi degli immobili siano in calo.
- I salari seguono il trend: I salari statunitensi sono aumentati dello 0,4% a luglio, sostenendo temporaneamente il potere d’acquisto. Ma questo potrebbe, nel lungo termine, spingere al rialzo i prezzi dei servizi, innescando una classica spirale salari-prezzi.
- L’energia rimane un fattore imprevedibile: Sebbene i prezzi del petrolio greggio siano leggermente calati a luglio, la situazione è diversa per gas e elettricità. Con l’arrivo del prossimo inverno rigido, l’inflazione potrebbe subire un nuovo aumento.
La Fed non si lascia ingannare da qualche dato positivo. Vuole essere sicura che l’inflazione scenda in modo sostenibile sotto il suo obiettivo del 2%, e al momento non sembra disposta a cambiare idea.
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Bitcoin tra euforia e disincanto
La reazione ai dati CPI è stata tipica del mercato crypto: un breve rally seguito da un rapido ritorno alla realtà. Bitcoin ha registrato un’impennata, ma l’impulso è svanito altrettanto velocemente. Perché?
1. Le aspettative sui tassi rimangono elevate: I mercati speravano che, dopo i dati CPI, la Fed potesse presto avviare tagli dei tassi. Ora, con l’inflazione più resistente del previsto, questa prospettiva sembra lontana. Tassi più alti rendono meno attraenti per gli investitori asset rischiosi come Bitcoin, riducendo la domanda.
2. I tr
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Apri conto Bybit →end macro dominano l’umore crypto: Finché l’economia globale rimane fragile, gli investitori cercano rifugio in asset “sicuri” come l’oro o il dollaro statunitense. Bitcoin, che si propone come “oro digitale”, ne trae vantaggio solo in modo limitato quando i mercati tradizionali sono sotto pressione.
3. Sovrariscaldamento tecnico: Il prezzo di Bitcoin era già salito significativamente prima dei dati CPI. Una piccola correzione o consolidamento non è quindi insolita, soprattutto quando notizie fondamentali come queste non innescano la rally sperata.
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Cosa potrebbe fare la Fed – e perché è importante per gli investitori crypto
La Fed si trova in una situazione complicata: da un lato, ci sono primi segnali di un lieve calo dell’inflazione, dall’altro permane il rischio di una spirale salari-prezzi. La maggior parte degli esperti prevede che la banca centrale non inizierà a discutere di tagli dei tassi prima di dicembre 2024. E se l’inflazione dovesse risalire in autunno (ad esempio a causa di prezzi energetici più alti), la Fed potrebbe essere costretta ad aumentare ulteriormente i tassi.
Per gli investitori crypto, questo significa:
- Nel breve termine: ci si può aspettare volatilità, con movimenti laterali fino ai prossimi dati economici chiave (ad esempio, i numeri sull’occupazione di agosto).
- Nel medio termine: se la Fed taglierà i tassi nel 2025, potrebbe scatenare un nuovo rally di Bitcoin, a patto che l’inflazione rimanga sotto controllo.
- Nel lungo termine: la tesi di Bitcoin come “rifugio contro l’inflazione” si rafforzerà se il caro-vita tornerà a galoppare, mentre asset tradizionali come oro o obbligazioni perderanno efficacia.
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Conclusione: non festeggiare troppo presto – e restare vigili
I dati di luglio mostrano che l’inflazione è come l’Idra della mitologia: tagli una testa, ne crescono due. La Fed non abbasserà i tassi solo perché qualche dato appare migliore del previsto. Per Bitcoin e il mercato crypto, questo significa che i prossimi mesi saranno caratterizzati da alta volatilità.
Gli investitori dovrebbero prepararsi a un mercato che partirà davvero solo quando la Fed darà chiari segnali di un’inversione di rotta sui tassi. Fino ad allora, è bene non riporre troppe speranze in picchi di prezzo temporanei e tenere d’occhio i prossimi report sull’inflazione. Come spesso accade nel mondo crypto: prima o poi, la realtà buca le bolle speculative.
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