Perché Poseidon è ormai obsoleta
Già nel 2022, la Ethereum Foundation aveva indicato Poseidon come il fiore all’occhiello per firme digitali quantistiche e Zero-Knowledge Proofs. La funzione hash si distingueva per compattezza e potenza, perfetta per rendere Ethereum 2.0 a prova di futuro. Tuttavia, la ricerca ha fatto passi da gigante, e ora sistemi come Binius o Ligero++ hanno surclassato Poseidon in termini di efficienza. Come spiega Drake in un suo post: «I vantaggi di Poseidon sono stati completamente annullati dai nuovi sviluppi».
Il motivo? Questi nuovi sistemi non sono solo più veloci, ma consumano anche meno memoria. Sfruttano strutture algebriche moderne, decisamente più adatte alle esigenze di un network decentralizzato. Poseidon è stato un buon tentativo, ma il tempo è semplicemente andato avanti.
Ethereum alla ricerca di nuove fondamenta
Questa non è una decisione improvvisa, ma il risultato di mesi di discussioni interne. La Ethereum Foundation ha addirittura istituito una propria “Post-Quantum Task Force”, incaricata di trovare alternative ai metodi crittografici classici. Poseidon, pur essendo stato a lungo il favorito per Ethereum 2.5, deve ora essere accantonato.
Secondo indiscrezioni della comunità, ci sono due approcci principali:
1. Firme ibride: una combinazione di firme ECDSA classiche (quelle che tutti conosciamo) con algoritmi quantistici come Dilithium o SPHINCS+. Il vantaggio? Un passaggio graduale, senza dover adattare immediatamente tutti i wallet e i smart contract.
2. Soluzioni puramente post-quantum: un passaggio completo a nuovi standard crittografici già resistenti ai computer quantistici. In questo caso, spiccano Kyber (per la crittografia) e Dilithium (per le firme), entrambi certificati come sicuri dal NIST.
Le sfide tecniche non sono da sottovalutare
Anche se la decisione della Ethereum Foundation è comprensibile, solleva nuove questioni. La compatibil
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Apri conto Bybit →ità con i sistemi esistenti è uno dei nodi più complessi. Ethereum ha già dovuto affrontare hard fork (come il passaggio a Proof-of-Stake nel 2022), ma cambiare la crittografia di base? È tutta un’altra storia.
Un problema cruciale è la compatibilità all’indietro (Backward Compatibility): come garantire che smart contract e wallet esistenti continuino a funzionare anche dopo il cambiamento? Molte applicazioni su Ethereum si basano su metodi crittografici collaudati come SHA-256 o Keccak. Un passaggio a alternative quantistiche potrebbe creare incompatibilità risolvibili solo con aggiornamenti laboriosi.
C’è poi la performance. I nuovi sistemi di Proof sembrano più efficienti in teoria, ma mancano ancora test su larga scala. Critici come Moxie Marlinspike (ex Signal) avvertono da tempo: la crittografia post-quantum può essere costosa, non solo in termini di potenza di calcolo, ma anche di memoria.
La comunità è divisa
L’annuncio della Ethereum Foundation ha scosso la scena crypto. Alcuni sviluppatori apprezzano l’approccio pragmatico e lo considerano un segnale di lungimiranza. «È intelligente non affidarsi a un’unica soluzione, ma restare flessibili», commenta uno sviluppatore core su The Block.
Altri, invece, sono preoccupati, soprattutto i sostenitori degli Zero-Knowledge Rollups (ZK-Rollups). Temono che ritardare l’introduzione di prove quantistiche possa compromettere la sicurezza di soluzioni Layer-2 come zkSync o StarkNet. «Se non agiamo ora, tra cinque anni potrebbero esserci attacchi oggi impensabili», avverte un esperto di sicurezza.
E ora cosa succede?
La Ethereum Foundation ha annunciato che nei prossimi mesi presenterà una roadmap dettagliata per la migrazione alla crittografia post-quantum. Per ora ci sono più domande che risposte: quali algoritmi verranno scelti? Qual è il calendario? Un primo passo potrebbe essere l’introduzione di firme quantistiche per smart contract critici, lasciando invariato il resto della rete. A lungo termine, però, la fondazione punta a una transizione completa per preparare Ethereum all’era dei computer quantistici.
Una cosa è certa: la decisione della Ethereum Foundation dimostra ancora una volta che lo sviluppo blockchain non è un processo statico, ma richiede continui adattamenti. Mentre progetti come Bitcoin o Solana non hanno ancora piani simili, Ethereum si conferma un pioniere – anche se con un po’ di cautela.
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