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Ethereum compie una svolta: il paradigma crittografico viene abbandonato per una blockchain più efficiente

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Ethereum compie una svolta: il paradigma crittografico viene abbandonato per una blockchain più efficiente📈 Ethereum (ETH) Vedi prezzo
È quasi un piccolo miracolo vedere come le tecnologie evolvano – ancora più affascinante quando a metterle in discussione sono giganti consolidati come Ethereum. Dopo otto anni di costante affidamento su procedure crittografiche specializzate, ora la situazione sta cambiando. Perché? Perché la ricerca degli ultimi mesi ha preso velocità, rendendo possibili soluzioni che fino a poco tempo fa erano impensabili.
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La fine di un'era – o solo un nuovo capitolo?
Quando Ethereum è stato lanciato nel 2015, si è scelto di puntare sulle prove STARK, una forma avanzata di Zero-Knowledge Proofs basata su curve ellittiche. Perché? Perché all'epoca erano considerate la soluzione più sicura e scalabile. Parallelamente, è stato sviluppato Poseidon, un algoritmo di hashing ottimizzato proprio per questi Zero-Knowledge Proofs, che sembrava perfettamente integrato nell'ecosistema.
Eppure, oggi ciò che era all'avanguardia ieri può risultare obsoleto. I recenti progressi nella ricerca sui sistemi di prova hanno dimostrato che funzioni di hashing classiche come SHA-256 o BLAKE3, combinate con moderni sistemi SNARK (come PLONK o prove FRI), possono essere molto più efficienti – senza dover sacrificare sicurezza o performance. Gli sviluppatori di Ethereum stanno ora valutando se sia il caso di ripensare l'intera base crittografica della piattaforma.
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Perché questa svolta? Tutto ruota su performance – e sul fatto che il mondo non si ferma
Il motivo principale di questo cambiamento è semplice: l'efficienza. Le prove STARK e Poseidon, pur essendo teoricamente robuste, si sono rivelate spesso più lente e dispendiose in termini di risorse del previsto. Ora, con l'introduzione di nuove varianti SNARK come le binary-field proofs, tutto diventa più semplice. Queste prove utilizzano campi binari invece di curve ellittiche, rendendo l'impiego di funzioni di hashing standard come SHA-256 o BLAKE3 non solo possibile, ma addirittura vantaggioso.
Tra queste, spicca BLAKE3: non solo è estremamente veloce, ma anche efficiente dal punto di vista energetico – un vantaggio cruciale per le blockchain, che già faticano sotto il peso di un alto carico computazionale.
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er Ethereum?
Per Ethereum si aprono ora due strade interessanti per il futuro:
1. Le funzioni di hashing classiche entrano a far parte della mainchain
Ethereum potrebbe adottare SHA-256 o BLAKE3 per le operazioni di Layer-1, mantenendo comunque prove Zero-Knowledge specializzate (come STARK) per applicazioni specifiche, ad esempio quelle legate alla privacy. Questo aumenterebbe drasticamente l'efficienza della mainchain senza compromettere la sicurezza.
2. Il meccanismo di Proof-of-Stake potrebbe evolversi
Se le prove basate su campi binari ottimizzano il consenso, non solo si velocizzerebbe la validazione, ma si migliorerebbe anche la scalabilità di Ethereum.
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Poseidon rimane – ma non più indiscusso
Poseidon era a lungo la stella tra le funzioni di hashing per Zero-Knowledge. Ora, però, è chiaro che potrebbe assumere un ruolo di nicchia. Alcune soluzioni Layer-2 e protocolli per la privacy continueranno a utilizzarlo, poiché la sua combinazione con le prove STARK resta insuperabile. Tuttavia, il trend è chiaro: le funzioni di hashing classiche stanno tornando in auge – e questa è una buona notizia.
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Un punto di svolta per l'intero settore blockchain
Questa evoluzione in Ethereum va ben oltre un semplice aggiornamento tecnico. Dimostra che la flessibilità nella crittografia è fondamentale. Qui non c'è spazio per dogmi rigidi – e questo è positivo. Per gli sviluppatori, questo significa:
- Sperimentare è permesso – anzi, è auspicabile. Combinare diversi elementi crittografici potrebbe portare a blockchain più efficienti.
- La sicurezza non è un algoritmo, ma un concetto. Non è la funzione di hashing in sé a rendere sicuro un sistema, ma il modo in cui viene utilizzata.
- La performance conta più della teoria. Se si dimostra che i metodi classici offrono risultati migliori, allora vanno adottati.
Con questa decisione, Ethereum ha dimostrato di essere pronto a mettere in discussione le proprie strategie – un atteggiamento che il settore blockchain, in continua evoluzione, non può che apprezzare. Nei prossimi mesi capiremo quanto profonde saranno queste modifiche e se getteranno davvero le basi per una nuova generazione di blockchain.
Io sono curioso – e tu?

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