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Deribit trasferisce il 90% dei fondi dei clienti a Coinbase – ma la trasparenza ne risente

Team Coinnachrichten··📖 3 min di lettura·DeribitFondi dei clientiCoinbaseTrasparenzaProof-of-ReservesPoRFTXScambi di criptovalute
Deribit trasferisce il 90% dei fondi dei clienti a Coinbase – ma la trasparenza ne risente
Mi ricordo ancora bene dei tempi in cui gli exchange di criptovalute come FTX o Celsius sono andati in bancarotta, lasciando migliaia di utenti senza i loro risparmi. Quegli eventi ci hanno insegnato quanto sia importante la trasparenza e la verificabilità – e proprio qui vedo un problema in Deribit.
L’exchange, che fino a poco tempo fa poteva vantarsi di controlli quotidiani delle riserve (Proof of Reserves, PoR), ha improvvisamente interrotto questa pratica verso la fine di settembre 2023. Nel frattempo, circa il 90% dei fondi dei clienti è stato trasferito su Coinbase. A primo impatto, sembra una misura di sicurezza: Coinbase, dopotutto, è uno degli exchange più consolidati e regolamentati nello spazio crypto. Ma, a essere onesti, perché un exchange come Deribit, che fino a oggi ha posto tanta attenzione alla trasparenza, dovrebbe rinunciare a questi controlli?
Proof of Reserves: perché è così importante
Nel mondo delle criptovalute, il PoR non è un optional, ma una necessità assoluta. Dopo i fallimenti di FTX e simili, gli utenti volevano finalmente certezze: I miei fondi sono davvero disponibili? Oppure vengono utilizzati altrove? Per molti, i controlli quotidiani rappresentavano un'ancora di fiducia fondamentale. Che Deribit abbia abbandonato questa pratica è già di per sé sorprendente – soprattutto se si considera che, allo stesso tempo, sta spostando i suoi fondi verso un altro exchange.
Perché Coinbase? E perché proprio ora?
Coinbase è sicuramente un partner affidabile. Ma perché non continuare a effettuare i controlli PoR in autonomia? Il trasferimento dei fondi potrebbe essere interpretato come un'ammissione di sfiducia nella propria sicurezza interna. Oppure forse ci sono state pressioni regolamentari – ma chi può dirlo con certezza?
Ciò che mi preoccupa davvero è la giustificazione di Deribit. Invece di

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controlli pubblici e quotidiani, ora ci si affida a revisioni interne e rapporti periodici della VARA (Virtual Assets Regulatory Authority). Vi sembra un passo avanti in termini di trasparenza? A mio avviso, si tratta di un regresso.
La diffidenza è comprensibile
Soprattutto in Europa, dove presto entrerà in vigore la regolamentazione MiCA, la trasparenza dovrebbe essere una priorità. Eppure Deribit sta facendo esattamente il contrario: meno trasparenza, meno verificabilità. In un settore già afflitto da sospetti, questa scelta non aiuta certo a migliorare l’immagine.
Cosa significa per gli utenti?
Se avete lasciato i vostri fondi su Deribit, è il caso di chiedersi: Cosa succede se Coinbase o Deribit dovessero avere problemi? I controlli quotidiani non erano una garanzia assoluta, ma offrivano un minimo di sicurezza. Ora gli utenti devono affidarsi a revisioni interne – e questi dati, purtroppo, non sono pubblicamente accessibili.
Un problema di fiducia?
Capisco la logica dietro lo spostamento dei fondi. Coinbase è più sicuro, quindi perché non affidarsi a loro? Tuttavia, la rinuncia al PoR solleva dubbi. Deribit vuole davvero sacrificare la trasparenza solo per aggirare ostacoli normativi? Oppure ci sono altre ragioni che ancora non conosciamo?
Una cosa è certa: in un settore spesso scosso da frodi e fallimenti, la trasparenza non è un lusso, ma una questione di sopravvivenza. Chi la riduce rischia di perdere la fiducia dei propri utenti – e questa, una volta persa, è molto difficile da riconquistare.
Conclusione: Deribit ha perso credibilità con questa decisione
Resta da vedere se troveranno il modo di riguadagnare la fiducia degli utenti. Nel frattempo, come utente, farei bene a riflettere se mantenere i propri fondi su Deribit sia davvero la scelta più sicura – o se non sia meglio optare per soluzioni alternative.

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