Perché il rapporto PCE ha colto di sorpresa i mercati
L’inflazione negli Stati Uniti viene spesso misurata tramite l’indice dei prezzi PCE – e oggi questo ha dato una piccola scossa ai mercati. Invece dell’atteso +0,2 %, il dato è effettivamente salito dello 0,2 % (sì, non è un refuso, semplicemente l’inflazione non sembra voler cedere così facilmente). Il tasso annuale è ora al 2,5 %, e la cosa ancora più amara è che il tasso core, escludendo i volativi prezzi di cibo ed energia, è rimasto al 2,6 %. Non è un dato drammatico, ma basta a far venire i brividi ai mercati.
Il Bitcoin, che solo poco fa si pavoneggiava così orgoglioso, è crollato fino al 5 % e si è assestato intorno ai 77.500 dollari. Ethereum e Solana non sono stati da meno e sono finiti anch’essi in picchiata. Persino l’indice generale del mercato ha dovuto subire perdite. E tutto questo solo perché la Fed probabilmente manterrà i tassi a livelli elevati ancora per un po’.
La Fed non scherza – e i mercati pagano il prezzo
Onestamente, molti investitori speravano che dopo l’ultima decisione sui tassi di settembre la Fed avrebbe finalmente allentato la presa. Ma ora questa speranza sembra svanita. Lo strumento CME FedWatch indica che la probabilità di una pausa sui tassi a settembre supera il 60 % e che un taglio potrà arrivare solo a dicembre o addirittura più tardi. Per tutti coloro che speravano in una politica monetaria più accomodante, è un vero colpo basso.
E come reagiscono i mercati? In modo molto chiaro: diventano più cauti. Gli asset rischiosi come le criptovalute e le azioni vengono liquidati, mentre cresce la domanda di porti sicuri come l’oro e i titoli di Stato. Il prezzo dell’oro è sceso oggi sotto i 2.500 dollari e i mercati azionari statunitensi arrancano in territorio negativ
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Bitcoin – l’oro digitale con i suoi difetti
Negli ultimi anni il Bitcoin si è sempre presentato come “oro digitale”. Ma oggi si vede ancora una volta che si comporta molto più come un’azione rischiosa. La correzione dimostra che, nonostante tutti i progressi, BTC dipende ancora fortemente dalla politica monetaria delle banche centrali. Ma ehi, fa parte del gioco. Chi investe in criptovalute dovrebbe sapere che giornate come questa sono semplicemente inevitabili.
Non mancano comunque gli ottimisti. Arthur Hayes, noto investitore ed ex CEO di BitMEX, mantiene un atteggiamento fiducioso. Secondo lui, i fondamentali a lungo termine di Bitcoin rimangono solidi – e non ha torto. Dopo tutto, ad aprile 2024 è in programma il prossimo halving, che storicamente ha spesso portato a un aumento di valore. Forse il crollo di oggi è solo un’opportunità per chi è già in gioco da tempo.
Cosa ci riserva il futuro?
Le prossime settimane saranno interessanti. Tutto dipenderà da come si svilupperanno i prossimi dati economici – in particolare il rapporto sul mercato del lavoro (Non-Farm Payrolls), che sarà pubblicato venerdì. Se anche questo dovesse mostrare che l’economia statunitense continua a crescere in modo robusto, la Fed potrebbe rafforzare la sua posizione restrittiva. E questo, a sua volta, potrebbe portare a ulteriori correzioni negli asset rischiosi.
Per gli investitori di Bitcoin questo significa: occhi aperti e respiro calmo. Le fluttuazioni a breve termine sono assolutamente normali nel mondo delle criptovalute. Chi pensa in ottica di lungo periodo non dovrebbe lasciarsi turbare da giornate come questa. La storia ha dimostrato che, dopo simili crolli, Bitcoin e altre criptovalute spesso hanno ritrovato forza.
Insomma? Le perdite di oggi sono un chiaro segnale che i mercati delle criptovalute rimangono parte integrante del sistema finanziario globale – e quindi soggetti alle sue fluttuazioni. Chi è disposto ad affrontare le turbolenze a breve termine potrebbe essere premiato alla fine. Ma come sempre: gli investimenti comportano rischi. Quindi meglio non puntare tutto su un’unica carta e mantenere sempre una testa fredda.
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