E interessante lo è stato davvero: il Bitcoin è scivolato sotto il fatidico traguardo dei 80.000 dollari, arrivando temporaneamente fino a 78.500 dollari. Un classico caso di "Chi troppo vola, spesso cade", no? Da una parte dicono: "È solo profit taking, normale dopo un rally del genere". Dall’altra si chiedono: "È forse l’inizio della fine?". Io propendo per la prima ipotesi – soprattutto se guardo come la hash rate della rete stia raggiungendo nuovi record: qualcuno sta letteralmente premendo l’acceleratore. Gli investitori istituzionali, però, iniziano a mostrare segni di nervosismo, come testimoniano le crescenti attività di hedging. Del resto, dopo tanta euforia, chiunque si vorrebbe proteggere.
E poi c’è l’oro. I rendimenti statunitensi in calo avrebbero dovuto dare slancio al metallo prezioso, giusto? E invece – boom! – crash in piena regola: il prezzo dell’oro ha perso l’1,5%. Perché? Perché i mercati sembrano già scontare il prossimo taglio dei tassi da parte del
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Apri conto Bybit →la Fed. Suona paradossale? Lo è. Normalmente, gli amanti dell’oro gioiscono quando i rendimenti scendono: meno concorrenza dalle obbligazioni di Stato, più appeal per un asset privo di interessi. Ma questa volta il mercato pare abbia pensato: "Se la Fed abbasserà i tassi, perché dovrei entrare proprio ora? Meglio aspettare".
Personalmente, trovo affascinante come Bitcoin e oro, negli ultimi tempi, si stiano comportando sempre più come una coppia affiatata – entrambi visti come "porti sicuri" nei momenti di tempesta. L’unica differenza? Le loro reazioni seguono logiche diverse: l’oro ama i tassi in discesa, Bitcoin ha bisogno soprattutto di due cose – liquidità e interesse istituzionale. Quest’ultimo potrebbe presto tornare a fluire, visto che ad aprile 2024 è in arrivo il prossimo halving del Bitcoin. Storicamente, dopo ogni halving c’è sempre stato un rialzo. Vedremo se la storia si ripeterà.
Cosa ci insegna tutto questo? Il panico è fuori luogo, ma un po’ di attenzione non fa mai male. I mercati sono come un cavallo selvaggio: a volte galoppa impazzito, altre si ferma per riprendere fiato. Restiamo curiosi, informati – e soprattutto, restiamo calmi. Le prossime settimane ci diranno se questa era solo una piccola correzione o l’inizio di qualcosa di più grande. Io punto sulla seconda ipotesi, ma come sempre vale il consiglio: DYOR – Do Your Own Research.
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