La Fed ultimamente ha fatto sì con le sopracciglia tanto che si potrebbe pensare stia per cedere e abbassare i tassi d’interesse – una mossa che tradizionalmente fa bene agli asset rischiosi come Bitcoin. Eppure, invece di un’esplosione di entusiasmo, c’è solo questo persistente silenzio a 64.000 dollari. I trader sono in piedi, gli analisti si grattano la testa, e mi chiedo: cosa sta frenando Bitcoin?
I dati del PPI, comunque, sono stati un piccolo spiraglio di luce. L’aumento dello 0,1% su base mensile – meno delle attese – e il tasso annuo del 2,2% confermano che l’inflazione non sta ancora sfuggendo di mano. Questo dovrebbe favorire i mercati azionari, e difatti l’S&P 500 e il Nasdaq stanno salendo. Ma Bitcoin? Restano fermi, quasi come se avessero già scontato tutto ciò che potrebbe accadere. O come se non fossero sicuri che la festa sia davvero iniziata.
Eppure ci sono molte ragioni per essere ottimisti. Le speranze su un taglio dei tassi sono concrete, e investitori istituzionali come Grayscale e Bitwise si contendono l’attenzione con i loro Bitcoin ETF. Tuttavia, il settore rimane p
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Apri conto Bybit →rudente. Forse troppo. L’industria del mining sta tirando un po’ il fiato dopo un 2022 doloroso, ma non è ancora il momento di festeggiare. Troppe domande restano in sospeso: come sarà la regolamentazione? La Fed agirà davvero o esiterà? E soprattutto: quando arriverà finalmente quel catalizzatore che spingerà Bitcoin fuori da questa fase laterale?
Dal punto di vista tecnico, la situazione non è più rosea. Bitcoin oscilla tra i 62.500 e i 65.000 dollari, come se non sapesse decidere se prendere il volo verso l’alto o precipitare. Un breakout rialzista potrebbe portarlo fino a 67.000 o addirittura 70.000 dollari, ma una rottura al ribasso lo spingerebbe rapidamente verso i 60.000. La volatilità attuale è così bassa che sembra di essere a una tranquilla serata a casa con un buon libro – poco emozionante, insomma.
Ciò che mi affascina è il fatto che, nonostante tutto, Bitcoin non scompare. Le istituzioni restano al loro posto, i miner si stanno riprendendo lentamente, e gli ETF stanno entrando nei portafogli. Forse il punto è proprio questo: Bitcoin non è una sprint, ma una maratona. E in questo momento sta attraversando un terreno leggermente collinoso, senza sapere se dietro la prossima collina ci sarà una discesa o una salita.
Quindi, cari trader e investitori, abbiate pazienza. I mercati spesso premiano chi sa aspettare. E chissà – forse proprio questa attesa per il grande momento renderà Bitcoin ancora più forte alla fine. Nel frattempo: osservate, valutate e non lasciatevi tentare dall’impazienza di puntare tutto su una singola carta. Il livello dei 64.000 dollari non è solo una cifra. È un simbolo dell’incertezza… ma anche della tenacia di un mercato che semplicemente non vuole arrendersi.
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