Attacco hacker a Coldcard porta i furti di luglio a 247 milioni – il secondo mese peggiore del 2026
Team Coinnachrichten··📖 4 min read·Coldcardattacco hackerportafoglio hardwarevulnerabilità del firmwarefurto BTC247 milioni di dollarifalla di sicurezza2026
Devo ammettere che quando ho visto i dati del luglio 2026 per la prima volta, sono rimasto davvero scioccato. Non solo per l’entità delle perdite – 247 milioni di dollari in un solo mese sono semplicemente folli – ma anche perché ad essere colpito è stato un prodotto che molti di noi considerano uno dei più sicuri in assoluto: il Coldcard.
Sì, parlo proprio del *Coldcard*. Il portafoglio hardware che tra i bitcoiners gode di una fama quasi leggendaria perché funziona offline e, almeno in teoria, dovrebbe essere immune agli hack online. Eppure, a quanto pare, non esiste una sicurezza assoluta: non esistono neanche per le cose che riteniamo inviolabili.
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### **Coldcard nel mirino: come è potuto succedere?**
Mi sono addentrato nei dettagli e, francamente, questa faccenda mi fa venire il mal di pancia. Gli hacker sembra abbiano trovato una vulnerabilità nel firmware che ha permesso loro di iniettare pacchetti di codice dannoso. Suona complicato, ma alla fine significa che hanno fatto credere agli utenti di ricevere un aggiornamento legittimo – e una volta fatto, sono entrati in possesso delle chiavi private.
Il lato più insidioso è che questo ha funzionato soprattutto con gli utenti che hanno collegato i loro portafogli a computer insicuri o che hanno scaricato aggiornamenti da fonti non ufficiali. È come appendere un lucchetto a una maniglia arrugginita: non importa quanto sia solido il lucchetto, la debolezza sta altrove.
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### **Non è il primo incidente – e di certo non sarà l’ultimo**
Sfortunatamente, non è un caso isolato. Solo questa primavera si sono verificati problemi simili con Trezor, dove attacchi di phishing tramite falsi siti di supporto hanno portato gli utenti a perdere l’intero patrimonio. E mi chiedo: quante volte dovremo sentirlo prima che ci svegliamo davvero?
*“Ma i portafogli hardware sono sicuri!”* – Sì, lo sono. *Quasi sempre.* Ma non sono infallibili. Ed è proprio questo il problema. Ci affidiamo così tanto a questi dispositivi perché ci danno l’impressione che i nostri bitcoin siano intoccabili. Ma quando qualcuno trova una vulnerabilità che bypassa anche le migliori misure di sicurezza, la sensazione di sicurezza svanisce nel nulla e lascia spazio al panico.
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### **Cosa possiamo imparare da tutto questo?**
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Non è mia intenzione criticare Coldcard o altri provider. Al contrario, credo fermamente che i portafogli hardware siano ancora uno dei metodi migliori per conservare le criptovalute in modo sicuro. Ma dobbiamo renderci conto che la sicurezza non è uno stato, bensì un processo. E noi, in qualità di utenti, abbiamo una responsabilità.
Ecco quindi alcune cose che mi preme sottolineare – per me stesso come per voi:
1. **Gli aggiornamenti non sono un optional, ma un obbligo.** Sì, è fastidioso dover controllare continuamente se ci sono aggiornamenti. Ma può fare la differenza tra *“tutto okay”* e *“oddio, il mio intero portfolio è andato”*.
2. **Utilizza solo fonti ufficiali.** Se dovete scaricare un aggiornamento per il vostro Coldcard, fatelo direttamente dal sito ufficiale. Niente “download veloce” da forum misteriosi.
3. **La multi-firma è vostra amica.** Lo so, è un po’ scomodo. Ma distribuendo le chiavi su più dispositivi, renderete la vita molto più difficile agli attaccanti.
4. **Siate paranoici. Nel senso positivo del termine.** Se qualcuno vi scrive chiedendo le vostre *seed phrase* – anche se sembra ufficiale – **buttatelo nella spazzatura digitale**. La vostra *seed phrase* è come la chiave della vostra banca. La dareste a uno sconosciuto per strada?
5. **Non dimenticate la sicurezza fisica.** Un portafoglio hardware in un cassetto è meglio di niente. Ma se volete davvero proteggerlo al massimo, usate un PIN forte, una passphrase e conservatelo in un luogo sicuro, lontano da occhi indiscreti.
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### **Un appello al cambiamento**
Il luglio 2026 non è stato un buon mese per il mondo delle criptovalute. Ma potrebbe essere uno spartiacque. Finché penseremo che possiamo semplicemente appoggiarci ai dispositivi o agli exchange senza fare nulla, questi attacchi continueranno.
Non voglio cadere nel panico. Ma non voglio neanche essere ingenuo. La realtà è che la minaccia cresce. E se non agiamo in modo proattivo, continueremo a vedere cifre del genere. Cifre che non svuotano solo i conti, ma minano anche la fiducia nell’intera industria.
Quindi il mio appello a chiunque lavori o investa in crypto è questo: **date la giusta importanza alla sicurezza**. Formatevi, condividete le vostre conoscenze. E soprattutto – non affidatevi ciecamente alla tecnologia. È uno strumento, non una soluzione miracolosa.
E a voi sviluppatori là fuori: **per favore, continuate a lavorare a soluzioni ancora più sicure**. La community ha bisogno di voi.
Sì, parlo proprio del *Coldcard*. Il portafoglio hardware che tra i bitcoiners gode di una fama quasi leggendaria perché funziona offline e, almeno in teoria, dovrebbe essere immune agli hack online. Eppure, a quanto pare, non esiste una sicurezza assoluta: non esistono neanche per le cose che riteniamo inviolabili.
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### **Coldcard nel mirino: come è potuto succedere?**
Mi sono addentrato nei dettagli e, francamente, questa faccenda mi fa venire il mal di pancia. Gli hacker sembra abbiano trovato una vulnerabilità nel firmware che ha permesso loro di iniettare pacchetti di codice dannoso. Suona complicato, ma alla fine significa che hanno fatto credere agli utenti di ricevere un aggiornamento legittimo – e una volta fatto, sono entrati in possesso delle chiavi private.
Il lato più insidioso è che questo ha funzionato soprattutto con gli utenti che hanno collegato i loro portafogli a computer insicuri o che hanno scaricato aggiornamenti da fonti non ufficiali. È come appendere un lucchetto a una maniglia arrugginita: non importa quanto sia solido il lucchetto, la debolezza sta altrove.
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### **Non è il primo incidente – e di certo non sarà l’ultimo**
Sfortunatamente, non è un caso isolato. Solo questa primavera si sono verificati problemi simili con Trezor, dove attacchi di phishing tramite falsi siti di supporto hanno portato gli utenti a perdere l’intero patrimonio. E mi chiedo: quante volte dovremo sentirlo prima che ci svegliamo davvero?
*“Ma i portafogli hardware sono sicuri!”* – Sì, lo sono. *Quasi sempre.* Ma non sono infallibili. Ed è proprio questo il problema. Ci affidiamo così tanto a questi dispositivi perché ci danno l’impressione che i nostri bitcoin siano intoccabili. Ma quando qualcuno trova una vulnerabilità che bypassa anche le migliori misure di sicurezza, la sensazione di sicurezza svanisce nel nulla e lascia spazio al panico.
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Ecco quindi alcune cose che mi preme sottolineare – per me stesso come per voi:
1. **Gli aggiornamenti non sono un optional, ma un obbligo.** Sì, è fastidioso dover controllare continuamente se ci sono aggiornamenti. Ma può fare la differenza tra *“tutto okay”* e *“oddio, il mio intero portfolio è andato”*.
2. **Utilizza solo fonti ufficiali.** Se dovete scaricare un aggiornamento per il vostro Coldcard, fatelo direttamente dal sito ufficiale. Niente “download veloce” da forum misteriosi.
3. **La multi-firma è vostra amica.** Lo so, è un po’ scomodo. Ma distribuendo le chiavi su più dispositivi, renderete la vita molto più difficile agli attaccanti.
4. **Siate paranoici. Nel senso positivo del termine.** Se qualcuno vi scrive chiedendo le vostre *seed phrase* – anche se sembra ufficiale – **buttatelo nella spazzatura digitale**. La vostra *seed phrase* è come la chiave della vostra banca. La dareste a uno sconosciuto per strada?
5. **Non dimenticate la sicurezza fisica.** Un portafoglio hardware in un cassetto è meglio di niente. Ma se volete davvero proteggerlo al massimo, usate un PIN forte, una passphrase e conservatelo in un luogo sicuro, lontano da occhi indiscreti.
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### **Un appello al cambiamento**
Il luglio 2026 non è stato un buon mese per il mondo delle criptovalute. Ma potrebbe essere uno spartiacque. Finché penseremo che possiamo semplicemente appoggiarci ai dispositivi o agli exchange senza fare nulla, questi attacchi continueranno.
Non voglio cadere nel panico. Ma non voglio neanche essere ingenuo. La realtà è che la minaccia cresce. E se non agiamo in modo proattivo, continueremo a vedere cifre del genere. Cifre che non svuotano solo i conti, ma minano anche la fiducia nell’intera industria.
Quindi il mio appello a chiunque lavori o investa in crypto è questo: **date la giusta importanza alla sicurezza**. Formatevi, condividete le vostre conoscenze. E soprattutto – non affidatevi ciecamente alla tecnologia. È uno strumento, non una soluzione miracolosa.
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